giovedì, 23 febbraio 2012 ore 00:52

Prima pagina

I bluff di Bossi

di Alessandro Da Rold

Alleanze obbligate. Genova, Cuneo, Alessandria, Monza, Sesto San Giovanni, Como, Belluno... tutti i Comuni dove Lega e Pdl, se vogliono vincere, saranno costretti a correre insieme. Il caso Verona.

Nella foto: Umberto Bossi

Lega Nord e Popolo della libertà alle prese con le alleanze per le amministrative di primavera. Mentre Umberto Bossi continua a insistere sulla corsa in solitaria, facendo intendere la rottura dell’asse del Nord, il Cavaliere ostenta sicurezza.

Berlusconi avrebbe anche confidato ai suoi fedelissimi giovedì sera che «Bossi minaccia, ma sa che se non andiamo insieme perdiamo».
A lato, infatti, dell’avvertimento di far crollare la giunta di Roberto Formigoni, in via Bellerio, sede del movimento leghista, sanno bene che nei grandi centri dove nel 2012 si correrà per le comunali non conviene mollare l’ex premier. La cornice pidiellina, come quella leghista del resto, non è poi delle più confortanti. Entrambi i partiti sono spaccati al loro interno, in attesa dei congressi provinciali previsti tra febbraio e marzo. A parte i centri con meno di 30mila abitanti, quindi, è probabile che l’asse del Nord continui a reggere ancora per molto.
In attesa di capire entro la fine di marzo se il governo Monti reggerà o meno, il nodo vero resta Verona. Il sindaco leghista Flavio Tosi continua a ribadire di voler correre da solo con una sua lista civica. La questione sta spaccando sia il Carroccio, con il segretario regionale Giampaolo Gobbo sulle barricate, sia i pidiellini. Se prima dell’incontro tra Bossi e Berlusconi a Milano i berlusconiani facevano la voce grossa, nelle ultime ore il coordinatore provinciale Stefano Bertacco ha cambiato opinione. «Abbiamo lavorato bene, gettare all’aria cinque anni insieme è una mossa azzardata», ha detto, facendo intendere che da qui a maggio è probabile che si trovi un accordo di massima su una competizione elettorale dove il centrosinistra non dovrebbe toccare palla. Qui la tentazione leghista di correre da soli è sponsorizzata da Roberto Maroni, che vorrebbe prendere le misure del movimento in vista di una temuta nuova legge elettorale che potrebbe isolare i leghisti.
Oltre alla situazione veneta - l’altra città dove si vota è Belluno dove Pdl e Lega si guardano in cagnesco, ma se volgiono tenere Comune e Provincia, sanno che devono correre insieme - particolare apprensione la sta dando Genova. Qui, mentre il Partito democratico è in attesa delle primarie del 12 febbraio, il Pdl è sempre più spaccato, in particolare dopo che l’ex liberare Enrico Musso ha deciso per la corsa in solitaria. La Lega Nord insiste per avere un proprio candidato. Continuano a circolare i nomi di Edoardo Rixi, Francesca Bruzzone e Alessio Piana, ma tutto porta a pensare che alla fine “la quadra” la si troverà, anche perché altrimenti sarebbero a rischio le giunte di Imperia, Savona, Albenga e Diano Marina. Umberto Bossi e Roberto Maroni lo sanno bene. Per questo motivo, “spaccare” su Genova potrebbe non convenire a nessuna delle due parti. Non foss’altro per evitare il rientro in gioco di Claudio Scajola, pezzo da novanta del Pdl in Liguria, che proprio ieri dichiarava la fine del patto d’acciaio con la Lega aprendo alle forze moderate di Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini.
Anche in Piemonte, dopo l’estromissione del leghista Riccardo Molinari dal consiglio regionale, si ragiona su come muoversi sui comuni di Alessandria e Cuneo. Qui saranno il governatore Roberto Cota e il coordinatore pidiellino Enzo Ghigo a dettare la linea.
In Lombardia, Monza, Sesto San Giovanni e Como sono i centri più importanti in cui si voterà. Nel primo il Cavaliere sta mostrando una particolare sensibilità, confermando che quello che avviene in Brianza intorno alla villa di Arcore gli sta sempre a cuore. A fine dicembre ha nominato il suo geometra di fiducia Francesco Magnano come coordinatore per monitorare la situazione di Marco Mariani, attuale primo cittadino leghista. Berlusconi ne avrebbe anche parlato con Bossi lunedì scorso, confermando i suoi dubbi sulla candidatura del sindaco uscente che ha allestito i “fallimentari” uffici ministeriali nella villa reale di Monza. E tra gli stessi leghisti si mostra un certo scetticismo sulle possibilità di vittoria di Mariani, che negli ultimi mesi ha comunque continuano a insistere sull’importanza della collaborazione con il Pdl. Sesto fa capitolo a sé, qui la Lega è spaccata al suo interno, tra cerchisti e maroniani. Ma “mazzate” continuano a tirarsele pure gli ex forzaitalioti con gli ex aennini. Le correnti degli assessori regionali lombardi Romano La Russa e Alessandro Colucci non sono ancora riuscite a mettersi d’accordo ma per aprofittare dello scandalo Penati e conquistare la roccaforte rossa, lo dovranno inevitabilmente fare. Idel dicasi per Como, dove i dubbi tra gli ex alleati di governo non stanno facendo decollare la campagna elettorale.

venerdì, 27 gennaio 2012

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commenti dei lettori

7 commenti presenti

pirgi

30 gen 2012 15:55

Se Bossi non ride,il PDL piange.Perche' vari comuni anche assieme potrebbero perderli lo stesso:vedi Milano. Sia Lega che PDL sono spaccati e Maroni,Tosi e altri si sono rotti,pur nella loro follia secessionista,di reggere il moccolo a Berlusconi e gente come Cosentino.Il PDL e' in rotta,dopo scandali e aver portato l' italia sull' orlo del precipizio,non credo si riprendera' piu'(per fortuna) Anche se l'imbonitore n1 d'italia in campagna elettorale tra promesse,balle,prescrizioni riesce sempre a dare il peggio di se'. Ma ha fatto il suo tempo e i vergognosi risultati ssono sotto gli occhi e nelle tasche svuotate di tutti.Perche' non e' Monti responsabile dello sfascio e delle tasse;ma sopratutto il governo uscente.Cero a sinistra manca un progetto comune e ci sono i "disturbatori" Grillini che da varie parti rischiano di aiutare il fu Berlusconi e d i suoi tirapiedi.Saluti

MAURO

30 gen 2012 11:56

SONO D'ACCORDO CON IL MESSAGGIO DI SOCIALISTA ERETICO

Angela

29 gen 2012 22:44

Fuma'47 e Socialista eretico, ancora per poco e non ce la farete piu. La realta' non e' misericordiosa.

Turiddu

29 gen 2012 18:22

I comunisti italiani, potrebbero finire come gli egiziani. Fare e vincere la rivoluzione, poi stare peggio di prima, ma piu a lungo.

Olga Santarosa

29 gen 2012 18:13

Bossi Casini e Fini, non hanno altri sbocchi che il solito. Il primo dei tre, memore della sberla, sta mostrando ai delusi il loro sbaglio. Casini, bravissimo in polsini e gemelli, ovviamente aspira al quirinale. Il terzo, non ha che tornare all'ovile e a miti pretese.

socialista eretico

29 gen 2012 01:38

questa può essere la volta buona che ci liberiamo della Lega in gran parte del Nord.

fuma'47

28 gen 2012 17:10

Bossi è un povero buffone da rottamare, immeritatamente accreditato di acume politico (io la chiamerei una stolida furbizia alla Bertoldo!) da una stampa compiacente o riverente. Se si togliesse dalle scatole, ne guadagnerebbe la politica tutta e l'Italia!!!

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